Di Iacopo Camozzo Caneve, Psicologo psicoterapeuta e Istruttore Mindfulness Based Stress Reduction Program (Associazione Italiana MIndfulness)

L’infertilità è da tempo riconosciuta come una condizione stressante al punto da poter rappresentare una vera e propria crisi per le coppie che devono affrontarla; è un evento che impegna al limite estremo le risorse che la coppia è effettivamente in grado di dispiegare. Per questo motivo, gli studi mostrano con sempre maggiore chiarezza come l’infertilità si accompagni spesso ad alti tassi di risposte emotive problematiche, depressione ed ansia, mostrando quindi ricadute che abbracciano l’intero spettro di ciò che si può definire “qualità della vita”, oltre che del rapporto di coppia stesso. Nelle ultime due decadi, gli interventi che si occupano del benessere psicologico delle coppie infertili sono moltiplicati, mostrando una buona efficacia nel ridurre ansia, tensione, rimuginio e, sebbene in quantità inferiore, sintomi depressivi.

Tra gli interventi più innovativi che sono stati proposti spiccano quelli che possono essere ricondotti all’area della mind-body medicine, paradigma che riconosce ed enfatizza il ruolo che l’integrazione tra corpo e mente può avere nell’ammalarsi, e quindi anche nel guarire. Si possono ascrivere a questo paradigma gli interventi basati sulla mindfulness (Mindfulness Based Intervention, MBI), interventi che negli ultimi 40 anni stanno ricevendo sempre maggiori conferme scientifiche risvegliando l’interesse di tutti quei settori che si occupano di salute del corpo e di salute della mente. Le applicazioni della mindfulness si sono in questi anni naturalmente rivolte verso la sofferenza prodotta dallo stato di infertilità, nel singolo e nella coppia, e le sue potenzialità in questo ambito hanno anche avuto il tempo di essere testate a livello scientifico da un gruppo di studio dell’Univeristà di Coimbra, in Portogallo (Mindfulness-Based Program for Infertility: efficacy study; Galhardo A, Cunha M, Pimnto-Gouveja J; in Fertility and sterility, Oct 2013).

Nella ricerca oggetto di studio è stato proposto a donne con una diagnosi di infertilità un percorso, con leggere modifiche, di Mindfulness Based Stress Reduction. La ricerca ha visto il confronto tra il gruppo che aveva svolto il programma (55 donne) con un gruppo di controllo (37 donne). Tutte le partecipanti sono state valutate alla fine del percorso e dopo un periodo di 6 mesi misurando gli aspetti di sofferenza e difficoltà psicologica che più tipicamente caratterizzano le donne infertili.

I risultati maggiori, sia alla fine del percorso che a 6 mesi, si possono così riassumere: le donne che avevano partecipato al programma di mindfulness mostravano una diminuzione significativa nella sintomatologia ansiosa e depressiva, nell’evitamento esperienziale, nei sentimenti di vergogna, di sconfitta e di intrappolamento. Inversamente, mostravano dei miglioramenti nelle abilità di mindfulness, di gentilezza verso se stesse e di efficacia nel rapportarsi con l’infertilità.

La possibilità di relazionarsi in un modo nuovo con le propria esperienza interna, una modalità promossa dalle pratiche di mindfulness, permettendo di pensare ai propri pensieri ed emozioni come qualcosa di interno a sé ma diverso da sé (defusione cognitiva), ha favorito un maggiore distanziamento rispetto alle aree di sofferenza nelle quali le donne infertili rimangono usualmente “impigliate”.

I dati dello studio suggeriscono quindi come un intervento basato sulla mindfulness possa essere efficace in donne che sperimentano l’infertilità agendo, anche nei suoi aspetti più generali e meno specifici, proprio sulle aree critiche dell’infertilità.