Di Francesca Pelle, Ginecologa

L’equipe di ostetricia di ProvitaMed segue la donna e la famiglia durante tutto il periodo della gravidanza e dopo il parto, collaborando anche con altri specialisti.

I nostri ginecologi e l’ostetrica si prendono cura della mamma e del feto durante i nove mesi della gravidanza: offriamo infatti un servizio completo di diagnosi prenatale non invasiva.

Offriamo un alto standard qualitativo nelle prestazioni eseguite, associato ad un counselling informativo completo.

Sappiamo che la coppia in attesa di un figlio è vulnerabile alla massa delle informazioni che riceve sulle possibili complicanze ed anomalie della gravidanza e/o del feto per questo è necessario offrire rapidamente risposte alle tante domande.

 

ProvitaMed dispone delle apparecchiature più moderne e recenti per offrire alle future mamme in dolce attesa e ai papà nuove attraenti modalità per conoscere in anteprima il proprio bambino, grazie alla ricostruzione tridimensionale computerizzata del feto (ecografia 3D), e anche la possibilità di visualizzare in tempo reale i movimenti del feto con una modalità che viene definita ecografia 4D.

 

TRANSLUCENZA NUCALE E TEST COMBINATO

La maggior parte dei feti sono sani, ma in tutte le donne, indipendentemente dall’età, esiste un rischio di avere un feto affetto da anomalie.

In alcuni casi l’handicap è causato dalla sindrome di Down.

L’unico modo per sapere con certezza se il feto è affetto da sindrome di Down è praticando la villocentesi o l’amniocentesi, ma queste procedure invasive hanno un rischio di aborto dell’1% circa, mentre la maniera più accurata per stimare il rischio di anomalia cromosomica (sindrome di Down o altre) si ottiene mediante il test combinato, eseguito tra la 11^ e 13^ settimana e 6 giorni, che considera: età materna, misurazione della translucenza nucale, presenza o assenza di soft markers o anomalie strutturali, livelli di 2 ormoni  (β-HCG e PAPP-A) nel sangue materno. Questi  dati ci permettono di calcolare il rischio personale di ogni donna di avere un feto affetto da cromosomopatia.

 

Translucenza nucale

La translucenza nucale è la manifestazione ecografica del fluido che si accumula dietro al collo del feto e che si misura a quest’epoca gestazionale per calcolare il rischio del feto stesso di essere affetto dalla sindrome di Down. Questo fluido, infatti, è presente in tutti i feti, ma nei feti affetti da cromosomopatie (quali la trisomia 21, 18, 13 o la sindrome di Turner) tende ad essere aumentato. Più è aumentato, maggiore è la probabilità che vi siano problemi gravi.

La translucenza nucale è pertanto il marker ecografico più importante di anomalie cromosomiche.

La translucenza nucale è inoltre aumentata nei feti affetti da patologie cardiache o sindromi genetiche.

 

Biochimica

Da un campione di sangue materno prelevato  si valutano 2 ormoni prodotti dalla placenta: PAPP-A e β-HCG. Questi ormoni risultano alterati nelle gravidanze di feti affetti da cromosomopatia, perchè se il feto ha un problema cromosomico anche la placenta lo ha e pertanto produce gli ormoni in quantità diversa rispetto ad una placenta normale; ormoni che poi si riversano nel circolo sanguigno materno, consentendone il dosaggio e il confronto con quelli prodotti da una placenta normale.

 

ECOGRAFIA MORFOLOGICA

Viene effettuata tra la 19^ e la 21^ settimana e studia nei dettagli l’anatomia fetale:

  • Cranio e strutture cerebrali
  • Volto (profilo, osso nasale, orbite, labbra e palato duro)
  • Cuore, mediastino e torace
  • Parete addominale e organi intraddominali
  • Arti superiori ed inferiori
  • Sesso fetale

Dopo l’ecografia morfologica, verrà offerto uno screening gratuito per l’identificazione delle gravide a rischio di parto pretermine, mediante la misurazione della cervice uterina per via transvaginale (tra le 21-24 settimane): la cervicometria.

 

ECOGRAFIA DELLA CRESCITA FETALE

L’ecografia della crescita fetale si effettua tra la 30^ e 32^ settimana di amenorrea, consentendo di:

  • valutare la crescita fetale (misurando la circonferenza cranica, quella addominale,  il femore e l’omero), stabilendo il peso fetale;
  • esaminare i movimenti fetali;
  • controllare la placenta ed il liquido amniotico;
  • studiare la flussimetria materna e fetale (nei casi in cui questo è necessario);
  • rivalutare l’anatomia fetale